Topo di fogna: come riconoscere un’infestazione

Topo di fogna 

Identificazione del topo di fogna in casa 

È essenziale saper distinguere il topo comune dal topo di fogna: ma come riconoscere un’infestazione? Sai già che questi roditori sono alcuni dei parassiti più diffusi etremendi al mondo – danneggiano e contaminano cibo e i manufatti e insidiano la salute dell’uomo e dei suoi animali. Le persone solitamente non vedono concretamente i topi perchè i segni della loro presenza sono relativamente facili da identificare molto prima che si materializzino in carne ed ossa. Le due specie principali con cui possiamo trovarci ad avere a che fare sono il topo domestico e il topo di fogna. Il primo, nome scientifico mus musculus , è chiamato anche topo comune o topolino di campagna, vive nei cespugli e nella fitta vegetazione. Negli ambienti domestici cerca luoghi sicuri ed elevati come soffitti e armadi dove poter nidificare. Tutti i topi possono entrare in casa arrampicandosi su alberi e cornicioni attraverso le finestre, ma anche infilandosi nelle più piccole aperture. I topi di fogna o anche pantegane, nome scientifico rattus norvegicus, sono identificabili dal corpo tozzo, bruno-grigio. La coda è più corta della lunghezza del corpo, orecchie e occhi sono piccoli rispetto al resto del corpo. Il ratto di fogna, chiamato anche ratto della Norvegia o topo marrone, è più grande della maggior parte delle altre specie di ratto. I topi di fogna allestiscono i nidi con materiali fibrosi, come carta stropicciata e stoffa. Questo tipo di roditore tende a colonizzare i livelli inferiori degli edifici, come scantinati, cantine e garage. Il topo di fogna è generalmente più grande del topo comune, e, se i ratti giovani possono a volte essere scambiati per topi, estremità sproporzionatamente lunghe e testa sovradimensionata dovrebbe riuscire a fugare ogni dubbio. Entrambi i roditori sono in grado di masticare superfici dure e legno, ma i segni dei denti del topo di fogna sono molto più grandi di quelli dei topi comuni.

Un’ infestazione che lascia il segno

Per un efficace controllo dei parassiti, è necessario determinare con che tipo di topo hai a che fare. Anche il topo di fogna è responsabile della trasmissione di molte malattie e può compromettere con le sue abitudini alimentari e i suoi comportamenti di nidificazione la struttura degli edifici infestati. A differenza dei denti di altri mammiferi, gli incisivi anteriori dei roditori non smettono mai di crescere, tratto condiviso da tutti i roditori, dal più piccolo topo alla più grande capibara. Osservando topi e ratti in cattività che non hanno nulla da mordere, è stato scoperto che questi incisivi possono crescere fino a cinque cm all’anno. Per mantenerli ad una lunghezza accettabile hanno bisogno di trovare sempre qualcosa di più tenero dei loro denti da rosicchiare, tra cui fogli di plexiglass, calcestruzzo indurito, mattoni, scatole di cartone, legno e allumini

topo di fogna

o, cavi elettrici. In alcune città, la popolazione di ratti supera di gran lunga la popolazione umana. L’acqua non ferma i topi di fogna. Possono nuotare in acque libere, immergersi negli scarichi, viaggiare nelle condutture fognarie, anche contro forti correnti d’acqua. I segni più importanti dei ratti sono le tane (lungo i muri di fondazione), gli escrementi, le piste di foraggiamento, i segni di rosicchiamento, l’odore muschiato, i pacchi di cibo danneggiati dai e, ovviamente, l’animale , vivo o morto. I ratti preferiscono nascondersi, se c’è abbastanza spazio, quindi, quando li vedi, è probabile che esista già una vera e propria infestazione. Quando lo spazio diventa limitato a causa dell’aumento della popolazione, i topi sono costretti a uscire allo scoperto. Dove c’è una popolazione di ratti in buona salute che si nutre, c’è anche una cospicua dose di escrementi. I ratti tendono a seguire sempre lo stesso percorso e a lasciare lungo le pareti e sulle travi di legno tipiche strisce di accumulo di unto ( una serie di linee parallele e leggermente ricurve dovute al grasso del pelo chiamate piste di foraggiamento). Gli escrementi freschi hanno la forma di fuso, sono di colore scuro e consistenza morbida, ma dopo 3 giorni perdono il colore scuro. Impronte e tracce di coda possono essere rilevate dalla polvere. Utilizza polveri di rilevamento come il talco per determinare se i roditori frequentano determinate zone.

Una differenza importante

Quando sono disponibili cibo, acqua e riparo, le popolazioni di ratti possono aumentare rapidamente. Mentre la forma più efficace di controllo è limitare l’approvvigionamento alimentare, il riparo e l’accesso agli edifici, è spesso necessario il controllo diretto della popolazione. In questo caso rivolgiti con fiducia ai nostri tecnici della derattizzazione che sono in grado di capire quale strategia seguire per eliminare l’infestazione. I topi di fogna sono molto attenti e sceglieranno di evitare novità sul loro cammino finché non avranno avuto il tempo di abituarsi. Per questo motivo, è necessario armare le trappole solo dopo averle lasciate sul percorso del topo per qualche tempo. I topi comuni, invece, sono molto curiosi e con loro si può fare esattamente il contrario, lasciando la trappola armata lungo il loro percorso.

 

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Cimici verdi e cimici marroni: quali sono le differenze e come eliminarle

Cosa sono le cimici?

La cimice è uno degli insetti più temuti della bella stagione. Dopo aver svernato tra gli arbusti o negli angoli nascosti delle case, a seconda della tipologia d’insetto di cui si parla, con l’arrivo della primavera quelle verdi e marroni escono nuovamente allo scoperto mettendo a repentaglio i nostri orti e giardini. L’una si nutre prevalentemente di piante ornamentali, l’altra di alberi da frutto, ragion per cui seppur innocue per l’uomo e per gli animali domestici sono in grado di mandare in fumo interi raccolti e vanificare i tanti sacrifici necessari per mettere in piedi le coltivazioni. Per questo motivo, una volta accertata la loro presenza è bene prendere le dovute precauzioni e fare il possibile per eliminarle una volta per tutte.

Le caratteristiche della cimice verde

cimice verdePrima ancora di procedere alla disinfestazione occorre distinguere che tipo di cimice abbia invaso i nostri spazi esterni. In Europa ve ne sono di due tipi, verde e marrone: la prima è tipica del territorio italiano ed è indistintamente operativa da Nord a Sud, mentre la seconda proviene dal continente asiatico ed è stata avvistata nel Bel Paese solo nell’ultimo quinquennio. Entrambe appartengono alla famiglia delle Pentatomidae e pur essendo del tutto innocue per l’essere umano possono danneggiare gravemente eventuali piante e verdure presenti in casa o all’esterno. Non sono troppo simili dal punto di vista estetico, per cui distinguerle dovrebbe essere piuttosto semplice.

La cimice verde, il cui nome scientifico è Palomena prasina, è caratterizzata appunto dal tipo colore verde che la rende riconoscibilissima. Ha tra le sue peculiarità il fatto di possedere delle ghiandole odorifere che emanano un odore a dir poco sgradevole. D’inverno si rintana tra arbusti secchi e foglie fitte, ma col primo caldo esce allo scoperto in cerca di piante ornamentali e coltivazioni di pomodori da cui trarre nutrimento. Ha un debole, più che per il resto, proprio per il succosissimo ortaggio di colore rosso, che punge sino a causare alla pianta delle necrosi localizzate.

La cimice asiatica che colpisce gli alberi da frutto

Come eliminare le cimici marroni è un problema che riguarda soprattutto il settore dell’agricoltura. Questa specie di cimice infatti si nutre del succo delle piante da frutto.

L’alyomorpha halys, meglio nota come cimice asiatica o cimice marrone, è più grande di quella verde e rappresenta un vero e proprio pericolo per gli alberi da frutto come il pero, il melo e il ciliegio: pungendolo di continuo può addirittura causare la perdita dei semi e compromettere così il raccolto della stagione.

A differenza della cimice verde, quella asiatica trascorre l’inverno all’interno delle nostre dimore: si nasconde senza mai uscire allo scoperto, salvo casi eccezionali in cui per errore si mette a svolazzare da una parte all’altra della stanza in cui ha deciso di riposarsi in attesa del clima mite che tanto le piace.

Come mandar via le cimici

Non resta che capire a questo punto come si debba procedere per disinfestare la casa dall’eventuale presenza delle fastidiosissime cimici. La prima cosa da tenere bene a mente, quando si valuta come eliminare le cimici marroni e verdi, è che schiacciarle è altamente sconsigliato: l’odore emesso dalle loro ghiandole odorifere potrebbe rivelarsi non solo sgradevole ma addirittura nauseante, perdurando per giorni e giorni prima di scomparire. Consigliamo perciò di cercare di eliminarne in altri modi. Eventualmente possono essere tramortite con degli spray chimici appositi, anche se consigliamo di crearne in casa uno a base di ingredienti naturali: basta miscelare menta, olio e aglio in parti uguali per stordire le cimici, che s’immobilizzeranno e faranno catturare senza opporre resistenza. Nel caso delle cimici verdi, visto che prevenire è sempre meglio che curare, i più lungimiranti potrebbero optare per le classiche zanzariere che impediscano a questi ed altri insetti l’accesso all’interno della casa e la conseguente distruzione delle piante ornamentali presenti nelle varie stanze. Sono portentosi per proteggere le piante, ancora, l’olio di neem e la menta: lasciando le foglie in infusione e aggiungendo qualche goccia di olio creerete una soluzione da nebulizzare sulle foglie che terrà lontano da esse le cimici.

L’ultima accortezza riguarda i panni lasciati asciugare al sole: sbatteteli sempre ripetutamente prima di riportarli dentro casa, perché è su di essi che le cimici tendono a stabilirsi durante la bella stagione ed è a causa di disattenzioni di questo tipo che spesso riescono ad infestare le nostre case oltre che i nostri orti e giardini.

Punture di pulci

Punture di pulci? Scopri tutto quello che c’è da sapere al riguardo.

Abitudini di vita e caratteristiche delle pulci

punture di pulci

Le pulci sono insetti infestanti e parassiti, pungono generalmente gli animali. Le pulci infatti sono attratte dal calore e amano annidarsi nel folto pelo degli animali. In generale le pulci non amano la superficie della nostra pelle. Anche nell’uomo però si possono avere punture di pulci. Esiste una specie particolare di pulce la Pulex irritans, che attacca una gran quantità di soggetti e ama succhiare anche il sangue umano.
La Pulce Irritans è un piccolo parassita le cui dimensioni variano da uno a tre millimetri, un insetto di piccole dimensioni quindi difficile da vedere ad occhio nudo. La Pulce Irritans è un animaletto di colore nero o marrone scuro e con una forma allungata.

 

Come si riconoscono le punture di pulci

Se veniamo punti da questa specie di pulce avremmo delle punture sparse un po’ su tutto il corpo, braccia, gambe e testa e in particolare sulle caviglie. Dal momento che le pulci tendono a mordere varie volte, le punture di pulci si riconoscono perché come quelle di altri insetti si concentrano tutte in una singola zona. Non è detto che le punture di pulci si gonfino come nel caso delle punture di zanzare, però intorno ala puntura si formerà un certo rossore. Per indentificare una puntura di pulce si deve applicare una pressione con un dito sulla parte punta e a questo punto il rossore scomparirà. Come accade per gli animali, le pulci amano nascondersi nel pelo fitto. Nell’uomo quindi possono annidarsi nei capelli, in questo caso avremmo delle punture di pulci anche nel cuoio capelluto.

Cosa fare se scopriamo di essere stati punti da pulci?

Le punture di pulci causano molto prurito. Se sei stato punto da una pulce occorre quindi innanzitutto evitare di grattarsi. A volte le punture di pulci possono causare un prurito molto forte, grattando la puntura però si potrebbe creare un’infezione e la situazione potrebbe peggiorare. Per alleviare il prurito e il fastidio consigliamo di rivolgersi subito ad un medico che consiglierà il prodotto più adatto per risolvere la questione. In alcuni casi le punture di pulci possono causare una dermatite allergica. Le persone che hanno già una grande sensibilità alle allergie dovranno prontamente consultare un medico in caso di punture di pulci.

Oltre al prurito, uno dei maggiori rischi per la salute se si viene punti da una pulce è legato al fatto che questi parassiti possono trasmettere varie malattie tra cui la tenia e la malattia anche conosciuta come “graffio di gatto” la Linforeticolisi benigna. Si tratta di una malattia che causa un’infezione che si manifesta con un gonfiore dei linfonodi. Consigliamo di rivolgersi direttamente ad un medico in tale caso. È una malattia che si cura in poche settimane, la situazione però non va sottovalutata e occorre intervenire prontamente.

Dove amano vivere le pulci

Come altri parassiti infestanti, le pulci amano annidarsi nei posti caldi, per esempio nei tappeti, divani, cuscini e letti all’interno delle nostre abitazioni. In questi luoghi le pulci depositano anche le loro uova, per questo è importante rivolgersi ad un’azienda che offra un servizio professionale per la disinfestazione da pulci. Considerati i rischi per la salute e il fastidio che le punture di pulci possono causare è bene contattare subito un’azienda specializzata. Nell’intervento di disinfestazione è importante eliminare anche le uova e la larve delle pulci per evitare il proliferare di questi fastidiosi insetti e risolvere la questione in modo definitivo.

Cosa fare se si scopre di avere le pulci in casa

Occorrerà innanzitutto pulire e aspirare bene tutte le superfici morbide, divani, tappeti, letti e contattare prontamente un’azienda del settore per un sopralluogo e un intervento risolutivo di disinfestazione.

Strumenti e interventi di disinfestazione

La maggior parte dell’infestazione da pulci in una casa è costituita dalle larve e dalle uova che questi fastidiosi parassiti depongono in abbondanza. Per eliminare il problema, occorre quindi effettuare un intervento di disinfestazione mirato e professionale con personale che sappia come debellare le larve e le uova di questi animaletti.
Gli interventi di disinfestazione vengono in generale eseguiti tramite termonebulizzatori portatili, apparecchi ad aerosol elettrici che producono un potente e mirato getto di areosol in grado di raggiungere gli angoli più nascosti e le superficie morbide delle nostre case.

Tarme del cibo: ecco come puoi liberartene

Le tarme del cibo (Plodia) sono parassiti infestanti comunemente chiamati farfalline del cibo o della farina, ma anche tignola fasciata del grano. Comunque la si voglia definire si tratta di un insetto che invade la dispensa alimentandosi di farina di cereali, pasta, frutta secca, biscotti ed altri alimenti.

La tarma del cibo nella sua fase adulta prende la forma di una piccola farfalla di circa 15/20 mm ad ali aperte. Le tarme della farina si distinguono sia per nome, tignola del grano, sia per il colore bruno tendente all’arancione con il corpo diviso da una linea più scura. Queste tarme si nutrono di farina e non è raro trovarle nella dispensa. In America le tarme del cibo sono molto temute in quanto infestanti di interi magazzini alimentari.

Prevenire la formazione di tarme del cibo

Il primo accorgimento da seguire per prevenire la formazione di tarme del cibo è acquistare i prodotti con cura, osservando che non vi siano aperture nella confezione. Infatti i cibi potrebbero arrivare nelle nostre dispense già contaminati infestando anche gli altri alimenti.
Una volta acquistati è consigliabile trasferire gli alimenti in contenitori sigillati, sopratutto la farina che può essere versata in vasi di vetro o plastica con chiusura ermetica.

Contaminazione da tarme del cibo

Ogni cibo deve essere controllato per verificare la presenza non solo di tarme allo stadio adulto, cioè sotto forma di farfalline, ma anche allo stadio larvale. Le larve delle tarme del cibo hanno il corpo vermiforme di colore bianco e mentre la testa è di colore scuro, nero o marrone. La sua lunghezza è solo di pochi millimetri. Il cibo contaminato può essere in parte recuperato dopo una scrupolosa selezione o buttato.

Infestazione da tarme del cibotarme del cibo rimedi e consigli

Nel caso in cui ci si trovi di fronte ad un’infestazione di tarme del cibo di grossa entità non sarà sufficiente liberarsi del cibo contaminato. Infatti la tarma una volta che si è stabilita in una dispensa difficilmente l’abbandona. Una volta vuotata la dispensa si deve procedere al controllo di ogni possibile nascondiglio per le tarme all’interno della dispensa stessa. Crepe, fessure, angoli nascosti ogni piccolo spazio va esaminato con attenzione vista la piccolissima misura di questi parassiti.
Una volta individuati i luoghi in cui le tarme del cibo possono nascondersi e deporre le loro uova, si devono utilizzare prodotti appositi per eliminare il problema e in seguito sigillare le fessure.
Dopo avere utilizzato insetticidi all’interno della dispensa non è possibile mettervi alimenti se non è trascorso il tempo indicato sulla confezione da voi acquistata per evitare intossicazioni alimentari.

Come liberarsi delle tarme del cibo

Un metodo per liberarsi dalla tarme del cibo senza danneggiare la salute dell’uomo, è tramite l’utilizzo di diatomee. Questa polvere è utilizzata nel trattamento delle fessure o crepe in cui è possibile che si annidino i parassiti. In caso di infestazioni massicce però sarà difficile riuscire a debellarla con il fai da te. In questi casi è consigliabile contattare una ditta di disinfestazione, soprattutto se l’infestazione avviene in cucine e dispense di locali pubblici, magazzini alimentari e simili. I tecnici della disinfestazione professionale provvederanno, dopo un sopralluogo, ad effettuare tutte le manovre necessarie per ottenere l’eliminazione definitiva delle tarme del cibo.

Eliminare le tarme del cibo con le trappole

Un rimedio contro le farfalline della farina che invadono la dispensa sono le trappole a base di feromoni. Questo genere di rimedio evita l’utilizzo di insetticidi ove possibile. Le trappole vanno posizionate sia all’interno della dispensa che all’esterno di essa, la cosa importante è che non vengano poste in luoghi soggetti a correnti d’aria ed esposte alla luce. Per rendere attive le trappole basta rimuovere la pellicola di protezione e lasciare che le tarme si appiccichino sulla parte adesiva. L’odore attirerà le tarme nella trappola.

Disinfestazione da tarme del cibo

Se ogni volta che si apre la dispensa si vedono volare farfalle, non c’è motivo di gioire. Questo è un chiaro segno di infestazione avanzata da tarme del cibo. Capita spesso che i meno esperti non si rendano conto che la presenza all’interno di farfalline bianche sia in realtà un’infestazione da parassiti. Fino al giorno in cui aprendo un pacco di farina si troverà ricoperto da tarme del cibo e si dovrà gettare gli alimenti ormai irrecuperabili. Al primo segnale di presenza delle tarme del cibo bisogna, perciò, procedere con la disinfestazione professionale per evitare danni economici e di salute.

Da dove vengono gli scarafaggi in casa

Da dove vengono gli scarafaggi in casa

Gli scarafaggi detti anche blatte, sono insetti diffusi in tutto il mondo e che rappresentano un vero problema anche in Italia, tanto che sono sempre più richiesti i servizi di disinfestazioni di aziende specializzate.

Specie di scarafaggi

Scientificamente chiamati Blattoidei, sono insetti eterometaboli, di cui esistono diverse specie. Si presentano con un corpo ovale appiattito, con antenne lunghe e prominenti e possono essere di varie dimensioni e colore. Tra le specie più diffuse e che si possono trovare in casa ci sono: la Blatta orientalis, chiamata anche blatta nera per il colore, blatta Germanica o fuochista, la Pariplaneta Americana o blatta rossa e la Supella longipalpa, di tonalità marrone e tipica dei mobili. Gli scarafaggi sono dannosi per l’uomo in quanto intaccano le derrate alimentari e possono trasmettere malattie. Infatti, provenendo spesso da fognature e discariche possono essere veicolo di virus e batteri che potrebbero contaminare gli alimenti e causare dissenteria, salmonellosi, epatite A, la poliomielite e altre infezioni.
Come arrivano gli scarafaggi in casa?
Gli scarafaggi arrivano in casa attraverso le crepe presenti negli impianti fognari, i canali di scarico e le reti idriche. Naturalmente possono essere portate in casa attraverso scatoloni e prodotti imballati che hanno sostato in magazzini infestati da tali insetti. Prediligono gli ambienti riscaldati e dove possono trovare residui organici e di cibo. Per questo è facili trovarli in cucina, spesso anche sotto il lavello o in bagno e vicino alla spazzatura. Il clima caldo umido di Roma attrarre particolarmente gli scarafaggi, tanto che spesso si vedono anche per strada e da qui sono in grado di entrare nelle case e nascondersi dietro gli elettrodomestici, per uscire di notte e mangiare il cibo avanzato, cartone, dentifricio o addirittura il sapone.

Rimedi per prevenire ed eliminare gli scarafaggi

Una pulizia regolare dei vari ambienti della casa, facendo attenzione a non lasciare avanda dove vengono gli scarafaggi in casazi di cibo, conservare in contenitori ermetici le dettare alimentare può aiutare a prevenire la colonizzazione di scarafaggi. A tal fine è fondamentale anche eliminare crepe e fessure presenti nei muri, chiudere con tappi gli scarichi dei bagni e della cucina. Se il problema non è particolarmente grave si possono utilizzare insetticidi specifici per debellarli. In alternativa se vi è una vera infestazione di scarafaggi è consigliabile rivolgersi a professionisti seri e competenti come quelli di Disinfestazioni Roma, che possano mettere in atto piani di lotta personalizzati per bonificare completamente la casa e sanificarla.

Disinfestazione scarafaggi Roma

In caso di infestazione di scarafaggi a Roma, la soluzione migliore è contattare Disinfestazioni Roma, per trovare aziende specializzate nell’offrire servizi di disinfestazioni professionali ed efficaci per eliminare blatte, insetti, volatili e roditori. Disinfestazioni Roma consente di entrare in contatto con professionisti del settore in grado di debellare completamente la presenza di scarafaggi e insetti da qualsiasi abitazione, utilizzando tecniche e metodologie innovative che permettono di risolvere in modo definitivo il problema.

Cosa è la malattia Lyme?

Cosa è la malattia Lyme

Ma Cosa è la malattia Lyme? È una malattia su base batterica diffusa sia in Europa che in Italia, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici globali. Indubbiamente la malattia di Lyme non è l’unica infezione che si può diramare tramite il morso di una zecca. Infatti, la zecca del bosco oltre alla malattie di Lyme può trasmettere anche l’encefalite da zecca: una malattia virale. Invece, nell’Italia meridionale, la zecca del cane, può trasmettere la Rickettsiosi: conosciuta come febbre Bottonosa del Mediterraneo.

Malattia Lyme: informazioni e consigli

Se la zecca che punge l’uomo contiene nel suo intestino il batterio Borrelia la probabilità di contrarre la malattia è altissima. Inoltre, se la zecca dopo aver succhiato il sangue resta attaccata alla cute per più di dodici ore, ad inizio digestione, rilascia nel sangue il batterio della Borrelia.

Zecca

Se la zecca viene staccata dalla cute prima delle dodici ore dalla puntura, il rischio di contrarre la malattia è sostanzialmente nullo. Tuttavia, i rischi di contagio salgono alle stelle se vengono superate le 36 ore dal morso senza staccare la zecca. Dopo aver staccato la zecca è necessario controllare chi ha subito il morso per circa 30 o 40 giorni.

Se successivamente ai 30 – 40 giorni, si sviluppa l’eritema migrante (una lesione cutanea arrossata a forma anulare con un diametro di circa 10-15 cm più chiara al centro). Può comparire anche:

  • Febbre alta a 38°
  • Astenia
  • Mal di testa

In tal caso, è necessario iniziare le cure con antibiotico di doxiciclina 100 mg per due volte al giorno o di amoxicillina 500 mg per 3 volte al dì per circa 10-21 giorni.