Cosa è la malattia Lyme?

Ma Cosa è la malattia Lyme? È una malattia su base batterica diffusa sia in Europa che in Italia, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici globali.

Indubbiamente la malattia di Lyme non è l’unica infezione che si può diramare tramite il morso di una zecca. Infatti, la zecca del bosco oltre alla malattie di Lyme può trasmettere anche l’encefalite da zecca: una malattia virale. Invece, nell’Italia meridionale, la zecca del cane, può trasmettere la Rickettsiosi: conosciuta come febbre Bottonosa del Mediterraneo.

Malattia Lyme: informazioni e consigli

Se la zecca che punge l’uomo contiene nel suo intestino il batterio Borrelia la probabilità di contrarre la malattia è altissima. Inoltre, se la zecca dopo aver succhiato il sangue resta attaccata alla cute per più di dodici ore, ad inizio digestione, rilascia nel sangue il batterio della Borrelia.

Zecca

Se la zecca viene staccata dalla cute prima delle dodici ore dalla puntura, il rischio di contrarre la malattia è sostanzialmente nullo. Tuttavia, i rischi di contagio salgono alle stelle se vengono superate le 36 ore dal morso senza staccare la zecca. Dopo aver staccato la zecca è necessario controllare chi ha subito il morso per circa 30 o 40 giorni.

 

Se successivamente ai 30 – 40 giorni, si sviluppa l’eritema migrante (una lesione cutanea arrossata a forma anulare con un diametro di circa 10-15 cm più chiara al centro). Può comparire anche:

  • Febbre alta a 38°
  • Astenia
  • Mal di testa

In tal caso, è necessario iniziare le cure con antibiotico di doxiciclina 100 mg per due volte al giorno o di amoxicillina 500 mg per 3 volte al dì per circa 10-21 giorni.

Come liberarsi dalle mosche: rimedi ed idee

Con l’arrivo della calda stagione, arrivano puntualmente ogni anno, moscerini e mosche: insetti davvero difficili da sopportare. Basta aprire le finestre e le porte della nostra casa per far entrare un po’ d’aria che questi inaspettati ospiti si intrufolano all’interno.

Il caldo dell’estate favorisce la crescita delle larve sia di moscerini che mosche: in meno di 24 ore, infatti, con circa 25 gradi le larve si sviluppano. Anche la velocità di riproduzione è davvero sorprendente: una mosca riproduce fino a 500 uova al giorno.

Le mosche si intrufolano nelle nostre case perché sono attratte dai cibi in maturazione e dalle bevande dolci o in fermentazione, come succhi di frutta o bibite gasate.

Per mosche e moscerini, ogni occasione è buona per svilupparsi (la completa crescita avviene in circa sette o otto giorni), per questo è importante tener d’occhio cassonetti dell’immondizia, luoghi umidi, sgorghi, bottiglie vuote o persino nei stracci bagnati; in sostanza tutti luoghi dove è possibile e favorevole la crescita e lo sviluppo di questi insetti.

Un altro fastidioso danno che recano le mosche è il passaggio di batteri indesiderati su frutta e verdura. Sebbene tali batteri non siano nocivi per l’organismo umano, fanno marcire o maturare prima tutti i prodotti alimentari su cui si posano, creando cosi un danneggiamento alle nostre dispense di cibi.

Vediamo ora alcuni consigli pratici per catturare e allontanare le mosche con repellenti naturali e non nocivi per l’ambiente.

Trappole fai date

Come detto in precedenza le mosche sono attratte dagli odori forti e dalle sostanze di sapore dolce, come ad esempio il miele, l’aceto, il vino rosso e la birra. Ora, una soluzione potrebbe essere riempire un barattolo o una ciotola con una di queste sostanze e sigillarla con della pellicola trasparente. Successivamente fare dei piccoli buchi sulla pellicola e la trappola è fatta. Le mosche saranno attratte al loro interno e rimarranno intrappolate.

trappole per mosche

Aceto e sapone

In una ciotola mescolare aceto e sapone per piatti. Il sapone riduce la tensione superficiale dell’aceto cosi in modo che le mosche quando toccheranno la superficie del liquido verranno attratte all’interno e non potranno più volare via.

Rimedio animalista contro le mosche

Se posizionate delle bucce di banana all’interno di un sacchetto di plastica, moscerini e mosche verranno attratte nel giro di pochissimo tempo dall’odore della banana. Una volta che il sacchetto sarà pieno di mosche, si potrà chiuderlo e successivamente liberare le mosche all’aria aperta. Questa è una soluzione davvero efficace per chi non vuole uccidere mosche e moscerini.

Allontanare le vespe: consigli utili e rimedi naturali

vespa immagine
Allontanare le vespe senza adottare prodotti chimici o stanze nocive per la salute e l’ambiente è davvero una sfida. Esistono, per fortuna, dei modi insoliti ma allo stesso tempo sicuri ed efficaci per sbarazzarsi dalle mosche.

Sigillare gli alimenti

Le vespe si nutrono di proteine e zuccheri. È necessario, quindi, tenere ben sigillati tutti gli alimenti nella nostra abitazione e di evitare di tenerli all’aperto in modo che le vespe non possano cibarsene.

Zucchero al chiuso

Come già detto le vespe, in estate e in primavera, amano cibarsi di proteine. In autunno, invece, iniziano ad integrare nella loro dieta gli zuccheri. Lo zucchero, infatti, ha la capacità di allungare la vita di questo insetto e di favorire la loro riproduzione. Per questo è molto importante cercare di tenere dolci, bevande zuccherate e dessert al chiuso (in particolare se si è nel giardino a fare un pic-nic). Se si possiedono inoltre degli uccellini per gabbie (colibrì), le mangiatoie e i distributori di acqua zuccherata possono creare particolari disagi e attirare le vespe.

Fette di cetriolo

A causa delle vespe non dobbiamo rinunciare ad organizzare dei pranzi o delle cene all’aperto. Un repellente molto efficace ed insolito è il cetriolo. Questo vegetale contiene un acido che allontana le vespe, ogni fetta posizionata intorno alla zona pasto, vi aiuterà a godervi a piena la vostra festa all’aperto.

Sacchetti di carta marrone

Le vespe sono insetti territoriale e quindi non fanno nidi dove ne è presente già uno. Appendere dei sacchetti di carta marrone con dei fili potrebbe essere un’illusione di un nido di vespe. Posizionarli nelle vicinanze di porte e finestre e le vespe si terranno alla lontana.

Cosa non fare

Non indossare colori troppo vivaci perché le vespe potrebbero pensare che voi siate dei fiori ed avvicinarsi.

  • Non cercare di allontanare e scacciare le vespe con le mani. Inoltre, uccidere una vespa non è la soluzione, perché le vespe rilasciano un feromone che attira tutte le altre.
  • Non utilizzare profumi troppo aromatici perché le vespe vengono attirate dagli odori dolci.

Pericolo per i cani con l’arrivo della processonaria nella calda stagione

Con l’arrivo del caldo arriva anche la processonaria: un insetto che può presentare un pericolo mortale per gli animali domestici come i cani. Vediamo cosa fare per provare ad evitare le processionarie.

Cosa sono le processionarie?

In primavera spesso ci sono alte probabilità di incontrare la Thaumetopoea pityocampa, più conosciuta come processonaria. Questo insetto è un bruco che all’apparenza potrebbe sembrare innocuo chiamato così per l’abitudine di muoversi sul terreno in fila, creando una sorta di processione.

Bruchi e adulti

processionarie pericolo

 

La processonaria fa parte dell’ordine dei lepidotteri e durante la fase adulta diventano innocue perché si trasformano in semplici falene. Quando la processonaria è bruco, però, diventa davvero pericolosa per gli esseri umani e sopratutto per i cani che hanno l’abitudine di mordere e annusare tutto ciò che si trova nel terreno.

I peli il vero pericolo

Ciò che della processonaria è pericoloso e potrebbe causare dei problemi sono i peli urticanti. I peli ricoprono tutto il corpo del bruco e vengono rilasciati nell’aria quando il bruco si sente in pericolo provocando reazioni cutanee agli occhi, alle mucose e alle vie respiratorie.

Dove fanno il nido le processionarie?

In genere i posti preferiti per i nidi sono le querce e i pini e, oltretutto, la processonaria può recare danni anche alle piante che la ospita. Marzo è il mese in cui c’è il maggior rischio di contatto, fase in cui le larve lasciano il nido.

 

La processonaria e i cani

Se un cane dovesse mangiare una processonaria i sintomi sono fin da subito molto chiari: salivazione intensa e improvvisa, vomito, lingua ingrossata, processo di necrosi e infine perdita di porzioni di lingua. Inoltre, il cane può mostrare forme molto evidenti di debolezza, rifiuto di cibarsi, febbre e spossatezza.

Il contatto potrebbe per questi motivi essere fatale, specie se prolungato nel tempo. È consigliabile portare il prima possibile il cane dal veterinario e, molto importante, togliere i peli dalla bocca del cane con acqua e bicarbonato. Questa operazione può risollevare la salute del cane e prevenire un aumento di grado dell’infezione.

Come scoprire i tarli del legno

Scoprire se il legno della nostra abitazione è stato infestato dai tarli non è un’operazione troppo difficile. Bisogna, infatti, porre attenzione a determinati particolari e precise caratteristiche che ci aiutano a comprendere se il legno è infestato o no. Scopriamo quali sono i primi segnali di un’infestazione:

Segatura (rosume)

Il rosume è la polverina molto fina che si trova in prossimità di mobili, arredamenti o sotto le travi infestate dai tarli. Il rosume in pratica non è altro che la segatura del legno, prodotta però dai tarli nella loro opera di scavo. Una volta adulti, i tarli, spingono verso l’esterno (fase di sfarfallamento) e produco dei forellini sulle superfici del legno.

La diversa consistenza e la quantità di rosume aiuta a capire quali tipo di tarlo ha infestato il legno della nostra abitazione e il grado dell’infestazione.

Fori di sfarfallamento

legno con tarli
L’indizio più diffuso, grazie a cui si può avere la conferma che il legno della casa sia stato infestato dai tarli, sono i fori di sfarfallamento.

I fori di sfarfallamento sono dei piccoli buchi (visibili ad occhio nudo) che vengono scavati dal tarlo adulto durante la fase di evasione. L’adulto del tarlo, alla fine della sua fase di riproduzione, sfarfalla con lo scopo di accoppiarsi e deporre le uova.

Le varie dimensioni dei fori indicano una diversa specie di tarlo.

Rumore di rosicchiamento

Il rumore di rosicchiamento o il ticchettio che proviene dal legno è un altro indizio che indica l’infestazione del legno. Però è bene sapere che non tutte le specie di tarli producono il rumore di rosicchiamento. Soltanto due tipologie fanno questo tipo di rumore:

  • Tarli Cerambicidi: il loro scavo provoca il rumore di rosicchiamento.
  • I Grandi Anobidi: detti anche orologi della morte perché il loro richiamo sessuale e simile al ticchettio di un orologio.

Ritrovamenti tarli adulti

In casi di infestazione non è difficile ritrovare tarli adulti sfarfallati dal legno. Molto spesso è possibile ritrovare carcasse di tarli che hanno esaurito il loro ciclo vitale. Oppure si possono avvistare tarli che volano da un manufatto all’altro alla ricerca di un posto dove deporre le uova.

I tarli adulti non sono però il problema dell’infestazione: il danno all’interno del legno avviene soprattutto durante la fase di crescita e la deposizione di uova porterà alla nascita di una nuova generazione intestante. La disinfestazione infatti deve essere affrontata alla radice, accertandosi di eliminare adulti, larve e uova con metodi sicuri, professionali, certificati e definitivi.

7 rimedi naturali contro i ragnetti rossi

esemplare ragnetto rossoIl Tetranychus urticae, più conosciuto come il ragnetto rosso, è un acaro che attacca piante ornamentali, alberi da frutto e vari ortaggi come pomodori e fagioli. Nel caso specifico dei fagioli. Il ragnetto rosso attacca sia foglie che i baccelli.

L’attacco dei ragnetti rossi provoca il disseccamento delle foglie, e successivamente, la loro caduta precoce. Cosa possiamo fare per tenere a distanza dalle nostre piante il ragnetto rosso? Vediamo dieci rimedi naturali che ci permettono di tenere a distanza questo fastidioso acaro.

Aglio

L’aglio, come molti sanno, è un potente insetticida naturale capace di tenere a distanza molti insetti tra cui il ragnetto rosso. Si versano in un pentolino acqua bollente e 20 spicchi di aglio, poi si lascia sbollire per circa 15 minuti. Spegnere la fiamma, lasciare raffreddare e filtrare il preparato. Il liquido ottenuto si applica direttamente su piante e sulle foglie durante le ore serali.

Lotta biologica

La lotta biologica al ragnetto rosso, si attua attraverso l’impiego di un altro acaro predatori nei suoi confronti. Si dispone sulle piante, lo Phytoseiulus persimilis, l’acaro fitoseide che contrasta naturalmente il ragnetto rosso, oppure le coccinelle, altro predatore in grado di risolvere l’infestazione della pianta.

Argilla espansa

L’utilizzo dell’argilla espansa sul fondo del vaso, permette di trattenere l’umidità e di tenere al largo il ragnetto rosso perché non sopporta gli ambienti umidi.

Irrigazione

Il ragnetto rosso predilige condizioni climatiche calde e aride. Per questo, nei periodi di forte calura, è molto importante aumentare l’irrigazione nelle ore notturne, cosi da scoraggiarne la presenza.

Spray ad acqua

Se ci troviamo davanti ad una infestazione ancora moderata e blanda il metodo più efficace contro il ragnetto rosso è l’acqua. Come già detto, il ragnetto rosso odia l’umidità, quindi spruzzare dell’acqua direttamente sulle piante può risultare davvero efficace.

Rimozione delle foglie

Se le foglie delle piante sono particolarmente infestate si può procedere con la rimozione. Una volta rimosse, le foglie vanno allontanate dal giardino per evitare che infestino altre piante presenti. Se il livello di infestazione è piuttosto elevato, è conveniente rivolgersi a professionisti e pensare ad un intervento di disinfestazione.

Sapone di Marsiglia

Un metodo biologico estremamente efficace è l’utilizzo del sapone Marsiglia. Si sciolgono in acqua calda delle piccole quantità di sapone e, una volta raffreddato il liquido, si passa direttamente sulle piante dopo il tramonto.

Disinfestazione zanzare: come allontanarle e come difendersi da queste?

Le zanzare in estate rappresentano un fastidioso problema. È con l’aumento delle temperature che questi insetti invadono le nostre case ed i nostri giardini e ci ritroviamo così costretti a ricorrere a rimedi anti-zanzare per proteggersi dalle punture.

I metodi diffusi in passato per allontanare le zanzare erano fornellini elettrici e zampironi, ormai sorpassati e considerati nocivi per la salute. Oggi fortunatamente esistono diversi metodi e prodotti, anche ecologici, che permettono di eliminare le zanzare tutelando salute ed ambiente.

Proteggersi dalle punture è il primo nostro bisogno, soprattutto se in casa vi sono anziani o bambini. Queste infatti possono provocare reazioni allergiche nei soggetti ipersensibili, oltre a causare una fastidiosa sensazione di prurito. La puntura di questi insetti provoca arrossamento e la formazione di ponfi dolorosi. Per alleviare i sintomi legati alle punture di zanzare, è consigliato lavare e disinfettare la zona zona della pelle colpita e applicare

Se si vive in zone circondate da fonti di acqua, aree verdi oppure in zone residenziali e condominiali, allontanare le zanzare attraverso metodi fai da te o ricorrendo all’uso di prodotti commerciali diviene piuttosto complicato. Procedere con un intervento di disinfestazione zanzara è certamente il metodo più efficiente e risolutivo per eliminare le zanzare, sia che si tratti delle specie indigene della zona di Roma oppure delle specie che solamente negli ultimi decenni hanno invaso le nostre città, come ad esempio la zanzara tigre.

Un intervento di disinfestazione zanzare professionale consente di verificare la specie precisa di infestante e predisporre un piano di disinfestazione efficiente e risolutivo, specifico e mirato.

Come allontanare la zanzara tigre?

A differenza della zanzara comune (il nome scientifico è Culex Pipiens), che punte al crepuscolo e durante la notte, la zanzara tigre è attiva anche durante il giorno.

Questa specie di zanzara è identificabile grazie alla sua particolare colorazione del dorso, caratterizzata da striature bianche e nere, che le vale appunto l’appellativo di “zanzara tigre”. Originaria delle aree tropicali, questa specie di zanzara è giunta in Italia all’inizio degli anni ’90, trasportata da carichi di pneumatici. Il suo habitat è rappresentato da spazi aperti e ombreggiati.
zanzara tigre

Come prevenire un’infestazione da zanzara?

La presenza di zanzare crea non pochi problemi allo svolgimento delle nostre attività, in particolar modo a quelle attività che quotidianamente svolgiamo all’aperto. È possibile però adottare alcuni accorgimenti per scongiurare il pericolo delle zanzare.

Innanzitutto è bene evitare ristagni di acqua, di qualunque tipologia. Le zanzare infatti depongono le proprie uova nell’acqua stagnante. Una volta che le uova si zanzare si sono schiuse, le larve continuano a svilupparsi all’interno di sottovasi, canali di scola, grondaie e recipienti vari. Svuotare sottovasi, tenere puliti e sottoposti ad una costante manutenzione tombini, grondai e canali eviterà di sicuro la formazione di focolai di infestazione.

Piante ed erbe aromatiche collocate in vari punti della nostra casa e del nostro giardino possono aiutarci a tenere lontane le zanzare; l’odore emanato da determinate essenze, non essendo gradito all’insetto, le tiene a distanza. Tra queste vi sono, ad esempio, geranio, lavanda e citronella.

Allergia agli acari: come riconoscerla

L’allergia agli acari della polvere è una delle allergie più diffuse e comuni nei paesi occidentali. I motivi sono l’alta diffusione a causa delle case moderne che creano un microclima ideale per lo sviluppo degli acari e l’elevata allergicità di questi tipi piccoli di antropodi.

Molti studi hanno dimostrato, inoltre, che gli acari sono tra le principali cause dello sviluppo di asma e, nei bambini in particolare, causano anche la comparsa di altre allergie, come a muffe, animali e pollini. Per questo motivo gli acari della polvere rappresentato il principale fattore di rischio per lo sviluppo di allergie multiple.

Allergeni degli acari

È importante sapere che gli acari non mordano e non pungono. Gli allergeni (cioè le sostanze che provocano l’allergia) sono gli enzimi presenti nelle feci degli acari, che mischiandosi alla polvere si possono trovare nella casa, in particolare si accumulano nei cuscini e nei materassi.

Quando dormiamo il movimento del corpo può sollevare, qual tanto che basta, gli acari che successivamente vengono inalati quindi provocare reazioni allergiche. Le reazioni allergiche sono spesso di tipo respiratorio come asma, rinite, rinocongiuntivite oppure di tipo cutanea come la dermatite atopica. In genere l’80% degli individui allergici agli acari della polvere è sensibilizzata agli allergeni di tipo Der p/f1 eDer p/f2.

  • La sensibilizzazione della popolazione agli allergeni degli acari varia dal 13% al 21%. la percentuale aumenta fino al 50% nel caso di individui che soffrono di asma o rinite allergica.

Si può essere predisposti?

Generalmente si, esiste una predisposizione genetica a manifestare allergie agli acari della polvere. Tuttavia spesso succede, come per molte altre allergie, che si sviluppi nel corso del tempo. In poche parole, la presenza di livelli alti di acari e di accumuli può facilitare lo sviluppo di un’allergia in persone che prima non erano allergiche.

Quali sono i sintomi di un’allergia agli acari della polvere?

I primi sintomi di un allergia agli acari della polvere possono essere molto simili a quelli di un comune raffreddore, vediamone alcuni:

  • Starnuti al risveglio
  • Tosse secca durante il sonno
  • Prurito nasale
  • Difficoltà respiratorie
  • Respiro sibilante
  • Gonfiore agli occhi
  • Fastidio alla luce
  • Debolezza e affaticamento
  • Stati ansiosi
  • Disturbi del sonno

Topi in casa: quali sono i segnali di una possibile infestazione?

I topi sono un grande pericolo per la salute dell’uomo, ecco perché bisogna fare grande attenzione a riconoscere nel miglior modo i possibili segnali della loro presenza.
Tutti sanno che questi sono roditori che amano sgranocchiare tutto ciò che trovano nei paraggi: dal legno fino ad arrivare anche ad altri materiali che possono trovare in casa. Dunque un primo segnale che può testimoniare la presenza dei topi all’interno della propria abitazione è la presenza di oggetti morsi in maniera evidente. I segni sono inconfondibili: infatti si noterà come, ad esempio, delle strutture in legno possano essere danneggiate da morsi di topi soprattutto nella parte inferiore. Il morso del topo, generalmente, si presenta come una doppia scalanatura. Gli oggetti su cui si potranno notare delle evidenti rosicchiature di topi sono per lo più fili elettrici, ma anche tessuti, cavi ed il legno.
Un altro segno evidente che si può notare in casa e che può essere un segnale della presenza dei topi sono i loro escrementi. Si tratta di escrementi di varia forma e che non superano i 3-6 millimetri di lunghezza: questi sono neri e bisogna fare attenzione perché sono molto piccoli. Se si nota la presenza di escrementi in misura notevole, si può essere sicuri della presenza di roditori all’interno della propria casa. Va tenuto conto che i topi producono circa 80 escrementi al giorno, mentre i ratti 40.
Un utile elemento che bisogna tenere in considerazione per valutare la presenza di topi all’interno della casa è la possibilità di notare macchie evidenti. Infatti la pelliccia dei topi tende ad accumulare molto sporco e polvere: ecco perché si potrebbero notare delle macchie anche abbastanza evidenti sulle superfici dei muri. Queste sono dovute allo sporco, ma anche al grasso corporeo che viene rilasciato dai topi.
Dunque è fondamentale fare molta attenzione a valutare la presenza dei topi all’interno della propria abitazione: una traccia inequivocabile può essere anche la presenza di cadaveri di topi. Questo potrebbe essere un allarme importante, così come l’odore caratteristico che essi emanano, molto simile all’ammoniaca e poco piacevole. L‘odore è uno dei segnali più evidenti dell’infestazione da topi in quanto essi lo usano per orientarsi e per seguire dei segnali emessi tra di loro.
Esistono comunque anche delle ottime soluzioni fai da te per potersi accorgere dell’eventuale presenza di topi all’interno della casa. Basta avere a disposizione del talco o della farina: è importante ricordare che la casa dovrà essere pulita, in maniera tale da rendere questo metodo efficace. Infatti si potrebbe spargere della farina o del talco in zone dove i topi potrebbero essere presenti. Un esempio sono ambienti a contatto con l’esterno, ma anche cucine e gli spazi a ridosso dei battiscopa dei muri. In questo modo, appena il topo passerà nella zona dove c’è della farina, lascerà delle tracce inconfondibili e che saranno la prova certa della presenza dei topi in casa.
Ovviamente esistono dei metodi fai da te per combattere la presenza dei topi, efficaci soprattutto quando non sono numerosi. Nel momento in cui la contaminazione è eccessiva, è bene affidarsi ad aziende specializzate nella disinfestazione.